Quando si parla di riabilitazione, spesso si pensa soltanto alla fisioterapia dopo un intervento o un infortunio.
In realtà il concetto è molto più ampio.
La Cura può accompagnare una persona dopo una malattia, un trauma, un intervento chirurgico oppure durante la gestione di una condizione neurologica, ortopedica o legata alla disabilità. Può svolgersi in strutture specializzate, in ambulatorio, in ospedale o, quando previsto dal percorso assistenziale, anche a domicilio.
L'obiettivo non è semplicemente “fare esercizi”, ma costruire un percorso orientato a recuperare, mantenere o sviluppare il più possibile le capacità della persona e favorire autonomia e partecipazione alla vita quotidiana.
Il Ministero della Salute ha descritto il percorso riabilitativo come un processo che comprende presa in carico, valutazione, elaborazione di un progetto riabilitativo e definizione di un programma di intervento.
Ma quando serve davvero la riabilitazione? E quali percorsi esistono?
🎥 Prima di continuare: guarda un approfondimento sulla riabilitazione
Per approfondire il tema da una prospettiva professionale, può essere utile questo webinar realizzato dal Centro Protesi INAIL, con un intervento dell'Area sanitaria del Centro Protesi di Vigorso di Budrio.
Il contenuto è stato realizzato nell'ambito di HANDImatica 2020 ed è condotto da un professionista dell'Area sanitaria del Centro Protesi INAIL. È particolarmente interessante per comprendere il rapporto tra riabilitazione e recupero funzionale dopo un trauma.
Che cos’è la riabilitazione?
La convalescenza è un percorso sanitario finalizzato a migliorare o recuperare, quando possibile, funzioni e capacità compromesse da una malattia, da un trauma, da un intervento chirurgico o da una condizione di disabilità.
Ma riabilitare non significa necessariamente “tornare come prima”.
In alcune situazioni l'obiettivo può essere recuperare una funzione. In altre può essere mantenere le capacità residue, evitare complicanze, imparare strategie compensative o aumentare l'autonomia.
Per questo il percorso dovrebbe essere costruito intorno alla persona e ai suoi obiettivi.
Il Ministero della Salute evidenzia infatti l'importanza della presa in carico e della definizione di un progetto riabilitativo personalizzato, attraverso una valutazione iniziale e un programma di intervento.
Quando serve la riabilitazione?
La necessità di un percorso riabilitativo può emergere in molte situazioni.
Può essere indicato dopo una frattura, un intervento ortopedico, un trauma, un ictus, una patologia neurologica o altre condizioni che compromettono movimento, equilibrio, comunicazione o autonomia.
Può inoltre accompagnare lo sviluppo del bambino quando sono presenti difficoltà motorie o del neurosviluppo.
In altri casi la terapia diventa parte della gestione a lungo termine di una disabilità.
Il punto fondamentale è che non esiste un'unica riabilitazione valida per tutti.
La durata, gli obiettivi, le tecniche e i professionisti coinvolti dipendono dalla situazione individuale.
Come funziona un percorso riabilitativo?
Un percorso ben strutturato parte normalmente dalla valutazione della persona.
Prima di decidere quali interventi utilizzare bisogna capire quali funzioni sono compromesse, quali capacità sono conservate, quali attività risultano difficili e quali obiettivi sono realistici.
Da questa valutazione può derivare un progetto riabilitativo personalizzato, all'interno del quale vengono individuati gli interventi e gli obiettivi del percorso. Il modello descritto dal Ministero della Salute comprende proprio presa in carico, valutazione, progetto e programma riabilitativo.
In alcuni percorsi possono inoltre essere coinvolti più professionisti.
A seconda delle necessità possono collaborare medico specialista, fisioterapista, terapista occupazionale, logopedista, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva e altri professionisti sanitari.
L'approccio multidisciplinare è particolarmente importante quando la situazione è complessa.
Riabilitazione motoria: recuperare movimento e autonomia
La terapia motoria è uno dei percorsi più conosciuti.
Può riguardare difficoltà legate a forza muscolare, equilibrio, coordinazione, mobilità articolare, deambulazione e capacità di svolgere attività quotidiane.
Gli esercizi vengono scelti in base agli obiettivi della persona e non dovrebbero essere considerati una semplice sequenza standard.
Un percorso può avere l'obiettivo di recuperare il movimento di un arto, migliorare la stabilità, aumentare la capacità di camminare oppure facilitare un trasferimento letto-carrozzina.
In presenza di disabilità, l'obiettivo può anche essere quello di mantenere una funzione e ridurre la perdita di autonomia.
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Riabilitazione neurologica
La cura neurologica riguarda persone con condizioni che interessano il sistema nervoso.
Può essere utilizzata, per esempio, nei percorsi successivi a un ictus oppure nella gestione riabilitativa di alcune patologie neurologiche.
Gli obiettivi possono riguardare movimento, equilibrio, coordinazione, autonomia, comunicazione e attività della vita quotidiana.
La complessità di questi percorsi rende spesso importante un lavoro coordinato tra diverse figure professionali.
La riabilitazione neurologica, inoltre, non deve essere pensata soltanto come un intervento breve dopo un evento acuto: in alcune condizioni può proseguire nel tempo con obiettivi diversi, orientati al mantenimento e all'autonomia.
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Riabilitazione ortopedica
La riabilitazione ortopedica viene spesso associata a interventi chirurgici, fratture, traumi e problematiche muscolo-scheletriche.
Il percorso può essere finalizzato, a seconda del caso, al recupero della mobilità articolare, della forza e della funzionalità.
Dopo un intervento ortopedico, per esempio, il recupero non termina necessariamente con la dimissione dall'ospedale.
Il percorso riabilitativo può diventare una fase importante per tornare progressivamente alle attività quotidiane.
Anche in questo caso, tempi e modalità devono essere stabiliti sulla base della situazione clinica individuale.
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Riabilitazione pediatrica
Quando la persona è un bambino, la riabilitazione assume caratteristiche specifiche.
La riabilitazione pediatrica deve tenere conto non soltanto delle capacità presenti, ma anche dell'età, dello sviluppo, della partecipazione al gioco e delle attività quotidiane del bambino.
In determinate situazioni possono essere coinvolti professionisti specificamente formati per l'età evolutiva, come il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPEE).
Il percorso può comprendere diverse aree: motricità, coordinazione, autonomia, comunicazione e partecipazione.
È importante inoltre coinvolgere la famiglia, perché parte significativa degli apprendimenti avviene nella vita quotidiana e non soltanto durante la seduta.
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Riabilitazione domiciliare: quando la terapia arriva a casa
La riabilitazione domiciliare può rappresentare una soluzione importante quando spostarsi verso una struttura sanitaria risulta difficile oppure quando il domicilio è parte integrante del percorso assistenziale.
Il Ministero della Salute sta sviluppando il modello di assistenza domiciliare e telemedicina nell'ambito dell'organizzazione dell'assistenza territoriale, con l'obiettivo di potenziare i servizi erogati vicino al domicilio della persona.
Il domicilio presenta anche un vantaggio particolare: permette di lavorare direttamente sulle attività che la persona deve svolgere nel proprio ambiente.
Alzarsi dal letto, camminare in casa, utilizzare il bagno o effettuare un trasferimento possono essere affrontati nel contesto reale nel quale avvengono.
Questo può rendere il percorso particolarmente significativo per l'autonomia.
Va comunque verificata la disponibilità del servizio e la modalità di accesso previste dal proprio territorio sanitario.
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Riabilitazione e autonomia: l’obiettivo non è solo recuperare
Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che riabilitazione e autonomia sono strettamente collegate.
Recuperare una funzione è certamente un obiettivo importante, ma non sempre è possibile tornare alla situazione precedente.
In questi casi il percorso può concentrarsi su ciò che la persona può fare oggi.
Può significare imparare a utilizzare una carrozzina, effettuare un trasferimento in maggiore sicurezza, utilizzare un ausilio, modificare una strategia di movimento oppure organizzare diversamente un'attività quotidiana.
La riabilitazione, quindi, non riguarda soltanto il corpo.
Riguarda la funzione della persona nella vita reale.
Quanto dura un percorso riabilitativo?
Non esiste una durata standard valida per tutti.
La durata dipende dalla causa della limitazione, dagli obiettivi, dalla risposta al trattamento, dall'età, dalla situazione clinica e dal contesto assistenziale.
In alcune situazioni possono essere sufficienti periodi relativamente brevi.
In altre può essere necessario un percorso prolungato, con obiettivi che cambiano nel tempo.
Per questo è più corretto chiedersi “quali sono gli obiettivi della riabilitazione?” piuttosto che “quante sedute servono?”.
Riabilitazione: meglio poche sedute o un percorso personalizzato?
Il numero di sedute, da solo, dice poco.
Un percorso efficace dovrebbe essere coerente con gli obiettivi stabiliti nella valutazione iniziale e dovrebbe essere periodicamente verificato.
Se cambiano le capacità o le necessità della persona, può essere necessario modificare il programma.
In alcune situazioni può essere altrettanto importante insegnare alla persona e alla famiglia come continuare determinate attività nella quotidianità.
Il percorso descritto dal Ministero della Salute insiste proprio sull'integrazione tra valutazione, progetto e programma di intervento.
Chi può occuparsi della riabilitazione?
La riabilitazione può coinvolgere diverse figure professionali.
Il fisioterapista lavora principalmente sugli aspetti motori e funzionali.
Il logopedista può intervenire nelle problematiche della comunicazione, del linguaggio e, in determinate situazioni, della deglutizione.
Il terapista occupazionale può lavorare sull'autonomia nelle attività quotidiane e sull'adattamento dell'ambiente.
In età evolutiva può essere coinvolto il TNPEE, mentre il medico specialista coordina e inquadra il percorso clinico secondo la situazione.
Nei casi complessi può essere necessario un vero e proprio team multidisciplinare.
Come capire qual è il percorso giusto?
Non bisogna partire dalla terapia più conosciuta o dalla tecnologia più moderna.
Il punto di partenza dovrebbe essere il bisogno.
Una domanda utile è:
“Quale attività vorremmo riuscire a svolgere meglio?”
Potrebbe essere camminare, vestirsi, mangiare autonomamente, comunicare, salire le scale, utilizzare una carrozzina oppure tornare a praticare una determinata attività.
Da qui si può costruire un percorso riabilitativo realmente centrato sulla persona.
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FAQ sulla riabilitazione
Che cos’è la riabilitazione?
È un percorso sanitario finalizzato a recuperare, mantenere o migliorare funzioni e capacità compromesse, favorendo il più possibile autonomia e partecipazione della persona.
Quando serve la riabilitazione?
Può essere indicata dopo traumi, interventi chirurgici, malattie neurologiche, problemi ortopedici, condizioni del neurosviluppo e in molte situazioni associate alla disabilità. La necessità deve essere valutata caso per caso.
Qual è la differenza tra riabilitazione motoria e neurologica?
La riabilitazione motoria riguarda soprattutto il recupero o mantenimento delle funzioni motorie. Quella neurologica è rivolta a persone con condizioni che interessano il sistema nervoso e può comprendere obiettivi motori, cognitivi, comunicativi e funzionali.
Cos’è la riabilitazione pediatrica?
È la riabilitazione specificamente rivolta ai bambini e considera sviluppo, età, gioco, autonomia e partecipazione, oltre alle caratteristiche cliniche individuali.
Quando si può fare riabilitazione a domicilio?
La riabilitazione domiciliare può essere prevista quando il domicilio rappresenta un contesto appropriato per il percorso e quando le condizioni della persona rendono utile o necessario ricevere assistenza a casa. L'organizzazione concreta dipende dai servizi territoriali.
La riabilitazione serve solo per recuperare una funzione?
No. Può anche servire a mantenere capacità residue, prevenire complicanze, sviluppare strategie compensative e aumentare l'autonomia.
Quanto dura la riabilitazione?
Non esiste una durata uguale per tutti. Dipende dal problema, dagli obiettivi, dalla risposta al trattamento e dal progetto riabilitativo.
È possibile fare esercizi di riabilitazione autonomamente?
Alcuni esercizi possono essere assegnati dal professionista per essere svolti anche a casa. Non è invece consigliabile iniziare autonomamente esercizi terapeutici, soprattutto in presenza di patologie o limitazioni importanti, senza una valutazione professionale.
Fonti autorevoli
Per approfondire il tema della riabilitazione, è consigliabile partire da fonti istituzionali:
- Ministero della Salute – Riabilitazione del paziente adulto
https://www.salute.gov.it/ - Ministero della Salute – La Riabilitazione: analisi della situazione italiana
https://www.salute.gov.it/ - Ministero della Salute – Assistenza domiciliare e telemedicina
https://www.pnrr.salute.gov.it/it/pnrr-pagina/casa-come-primo-luogo-di-cura-e-telemedicina/ - INAIL – Centro Protesi e percorso ausili
https://www.inail.it/ - INAIL – Webinar sulla riabilitazione post-traumatica
https://www.youtube.com/watch?v=0a1v_KkKX54
Conclusione
La riabilitazione non è semplicemente una serie di esercizi.
È un percorso che dovrebbe partire dalla persona, dalle sue difficoltà e soprattutto dagli obiettivi che vuole raggiungere.
Può essere motoria, neurologica, ortopedica, pediatrica o domiciliare, ma in ogni caso dovrebbe essere costruita sulla situazione individuale.
Per una persona con disabilità, il risultato più importante non è sempre “recuperare tutto”.
A volte è riuscire a fare una cosa che prima sembrava impossibile.
Alzarsi dal letto. Muoversi in casa. Utilizzare un ausilio. Tornare a comunicare. Vestirsi da soli. Uscire di casa.
È qui che la riabilitazione assume il suo significato più profondo: non soltanto recuperare una funzione, ma aumentare la possibilità di vivere la propria quotidianità con il maggior livello possibile di autonomia.
Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce la valutazione di un medico o di un professionista sanitario. Indicazioni, modalità di accesso, durata e organizzazione dei percorsi riabilitativi possono variare in funzione della situazione clinica e dei servizi sanitari territoriali.





