Quando si parla di scuola e inclusione, una delle domande più importanti per una famiglia è semplice: quali strumenti devono essere messi realmente a disposizione di un bambino o di un ragazzo con disabilità?
La risposta non riguarda soltanto l'insegnante di sostegno.
L'inclusione scolastica coinvolge infatti l'intera comunità educativa e richiede collaborazione tra scuola, famiglia, servizi sanitari e territorio. Il decreto legislativo 66/2017 stabilisce che l'inclusione deve favorire lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e coinvolgere tutte le componenti della comunità scolastica. La normativa sottolinea inoltre il ruolo della famiglia nei processi di inclusione.
Per questo scuola e inclusione non significano semplicemente “avere un insegnante di sostegno”.
Significano costruire un percorso educativo nel quale l'alunno possa apprendere, comunicare, partecipare, relazionarsi e sviluppare la propria autonomia.
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Per capire meglio come è stato costruito il modello nazionale del PEI e come vengono organizzate le misure di sostegno, può essere utile un approfondimento direttamente dal Ministero.
Il webinar del Ministero presenta i nuovi modelli di PEI e le modalità di assegnazione delle misure di sostegno, offrendo un utile approfondimento per famiglie e operatori scolastici.
Che cosa significa davvero inclusione scolastica?
L'inclusione scolastica non consiste semplicemente nel far frequentare la stessa classe a tutti gli studenti.
Significa creare le condizioni affinché ciascun alunno possa partecipare realmente alla vita scolastica.
Questo riguarda:
- apprendimento;
- comunicazione;
- relazioni;
- partecipazione;
- autonomia;
- accessibilità;
- organizzazione dell'ambiente.
Il decreto legislativo 66/2017 stabilisce che l'inclusione si realizza attraverso strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità individuali e attraverso la condivisione del progetto tra scuola, famiglia e altri soggetti del territorio.
L'obiettivo quindi non è soltanto “stare in classe”.
È partecipare alla classe.
Chi è l’insegnante di sostegno?
L'insegnante di sostegno è un docente specializzato che contribuisce al processo di inclusione dell'alunno con disabilità.
Un equivoco molto diffuso è pensare che sia “l'insegnante personale” del bambino.
Non è così.
Il docente di sostegno lavora all'interno della classe e contribuisce alla progettazione e alla realizzazione del percorso educativo dell'alunno con disabilità, in collaborazione con gli altri docenti.
L'inclusione, infatti, è responsabilità dell'intera comunità scolastica e non esclusivamente del docente di sostegno. Il quadro normativo stabilisce proprio che tutte le componenti della scuola concorrono al successo formativo degli studenti.
Questo significa che l'alunno non dovrebbe essere separato dal gruppo classe semplicemente perché dispone di un docente di sostegno.
Il sostegno dovrebbe invece favorire partecipazione, apprendimento e autonomia.
Quante ore di sostegno spettano?
Questa è una delle domande più frequenti delle famiglie.
Non esiste una regola semplice per cui a una determinata percentuale di invalidità corrisponda automaticamente un certo numero di ore di sostegno.
La quantificazione delle risorse viene collegata al progetto di inclusione e alla documentazione prevista dalla normativa.
Il GLO formula le proposte relative alle risorse professionali necessarie e il PEI organizza il progetto complessivo di inclusione. Il modello nazionale del PEI comprende infatti una specifica sezione sull'organizzazione generale del progetto e sull'utilizzo delle risorse.
Per questo una famiglia dovrebbe evitare di ragionare soltanto in termini di “numero di ore”.
La domanda più importante è:
Quali risorse servono realmente perché l'alunno possa partecipare e apprendere?
Che cos’è il PEI?
Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, è uno degli strumenti centrali dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità.
Il modello nazionale è disciplinato dal decreto interministeriale 182/2020 e dalle successive disposizioni correttive introdotte dal D.I. 153/2023.
Il PEI non dovrebbe essere considerato semplicemente un documento burocratico.
È uno strumento di progettazione.
All'interno del modello vengono considerate, tra le altre, le osservazioni sull'alunno, gli obiettivi educativi e didattici, gli strumenti e le strategie, le caratteristiche del contesto, le barriere e i facilitatori, il percorso curricolare e l'organizzazione delle risorse.
In altre parole, il PEI dovrebbe rispondere a una domanda concreta:
Come possiamo organizzare la scuola affinché questo studente possa partecipare e sviluppare le proprie potenzialità?
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Chi partecipa alla stesura del PEI?
Il PEI non dovrebbe essere costruito da una sola persona.
Il modello prevede il coinvolgimento del Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione, GLO, nel quale sono coinvolte le diverse figure previste dalla normativa.
La collaborazione della famiglia è un elemento importante: il decreto legislativo 66/2017 prevede che il PEI sia redatto con la collaborazione dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale e, nel rispetto del diritto all'autodeterminazione nella massima misura possibile, con la partecipazione dello studente con disabilità.
Il Ministero ha inoltre ribadito l'importanza della collaborazione tra famiglie, scuola e servizi specialistici nella redazione e nel monitoraggio del PEI.
La famiglia, quindi, non dovrebbe essere considerata una semplice destinataria del documento.
È parte del percorso.
Che cos’è il GLO?
Il Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione è il gruppo che lavora concretamente sul progetto educativo e inclusivo del singolo studente con disabilità.
Il GLO è quindi uno degli spazi principali nei quali scuola, famiglia e altre figure coinvolte possono confrontarsi sugli obiettivi, sugli interventi e sulle risorse necessarie.
È importante arrivare agli incontri con informazioni concrete.
La famiglia può portare osservazioni sulla quotidianità, sulle autonomie, sulla comunicazione, sulle difficoltà e sui risultati ottenuti.
La scuola può descrivere ciò che accade in classe.
I professionisti possono contribuire con le proprie competenze.
L'obiettivo dovrebbe essere arrivare a un progetto condiviso, non semplicemente compilare un documento.
PEI e barriere: non guardare soltanto all’alunno
Una delle caratteristiche più interessanti del modello PEI è l'attenzione al contesto.
Le Linee Guida ministeriali includono infatti una sezione dedicata alle barriere e ai facilitatori e un'altra agli interventi sul contesto per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo.
Questo significa cambiare prospettiva.
Se un alunno incontra difficoltà, non bisogna chiedersi esclusivamente:
“Che cosa non riesce a fare?”
Può essere altrettanto importante chiedersi:
“Quale barriera dell'ambiente gli impedisce di partecipare?”
Potrebbe trattarsi di comunicazione poco accessibile, consegne poco chiare, spazi non adeguati, eccessiva stimolazione, tempi rigidi o modalità didattiche non compatibili con le sue esigenze.
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BES: che cosa significa?
BES significa Bisogni Educativi Speciali.
Il concetto di BES è più ampio della sola disabilità.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ricorda infatti che nei BES rientrano aree differenti, comprendenti la disabilità, i disturbi evolutivi specifici e situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico o culturale.
Questo è importante perché BES non significa automaticamente disabilità.
Un alunno può avere un bisogno educativo speciale anche senza una certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104.
BES e PDP: qual è la differenza con il PEI?
Un'altra confusione frequente riguarda PEI e PDP.
Il PEI riguarda gli alunni con disabilità riconosciuta ai fini dell'inclusione scolastica.
Il PDP, Piano Didattico Personalizzato, viene invece utilizzato in specifiche situazioni, per esempio nel caso degli studenti con DSA e, secondo le condizioni previste dalla normativa e dalle indicazioni scolastiche, per altri BES.
Il MIM ricorda che per gli studenti con DSA il PDP è redatto dal consiglio di classe o dal team docente secondo la Legge 170/2010 e il D.M. 5669/2011.
Non bisogna quindi utilizzare PEI e PDP come se fossero documenti equivalenti.
Hanno funzioni e presupposti differenti.
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Scuola e famiglia: perché la collaborazione è fondamentale
Una vera scuola inclusiva non può funzionare senza una collaborazione concreta con la famiglia.
I genitori conoscono infatti aspetti della vita del figlio che non sempre sono visibili a scuola: modalità di comunicazione, autonomie, strategie che funzionano, difficoltà quotidiane, cambiamenti e interessi.
La scuola, allo stesso tempo, osserva il ragazzo in un ambiente diverso, nel quale deve apprendere, relazionarsi e partecipare a un gruppo.
Mettere insieme queste informazioni permette di ottenere un quadro molto più completo.
La collaborazione non significa che la famiglia debba decidere al posto della scuola.
Significa condividere informazioni, obiettivi e responsabilità rispettando i ruoli di ciascuno.
Cosa può fare concretamente una famiglia?
Un genitore può contribuire attivamente al percorso scolastico senza trasformarsi nel coordinatore di ogni attività.
Prima degli incontri può essere utile preparare una breve lista di:
- cose che funzionano;
- difficoltà osservate;
- obiettivi prioritari;
- cambiamenti recenti;
- strategie già sperimentate.
Durante il GLO è utile porre domande concrete:
- Quali obiettivi vogliamo raggiungere?
- Come verranno misurati i progressi?
- Quali strategie verranno utilizzate?
- Quali risorse sono necessarie?
- Come verificheremo se il percorso sta funzionando?
Questo trasforma l'incontro da semplice riunione burocratica a momento di vera progettazione.
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Inclusione scolastica e autonomia
Una scuola inclusiva non dovrebbe puntare soltanto sul rendimento scolastico.
Per alcuni studenti possono essere altrettanto importanti autonomia, comunicazione, relazione e partecipazione.
Imparare a chiedere aiuto, organizzare il materiale, spostarsi autonomamente, comunicare un bisogno, partecipare a un'attività di gruppo o affrontare gradualmente un cambiamento possono essere risultati educativi importanti.
La stessa Legge 104 richiama, nell'ambito dell'integrazione scolastica, lo sviluppo delle potenzialità nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.
Questo significa che il successo scolastico non dovrebbe essere misurato soltanto attraverso voti e verifiche.
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Cosa fare quando scuola e famiglia non sono d’accordo?
Può capitare che genitori e scuola abbiano valutazioni diverse.
In questi casi è importante evitare che il confronto diventi immediatamente uno scontro.
Il primo passo dovrebbe essere chiedere quali dati, osservazioni e obiettivi sostengono le diverse posizioni.
È utile riportare la discussione sul funzionamento concreto dello studente:
Che cosa accade?
In quali situazioni?
Con quali strategie?
Con quali risultati?
Quali difficoltà persistono?
Quando necessario, possono essere coinvolti i professionisti e i servizi previsti dal percorso di inclusione.
L'obiettivo dovrebbe essere sempre quello di trovare la soluzione più utile allo studente, mantenendo distinti i diversi ruoli istituzionali e professionali.
Una checklist per una scuola realmente inclusiva
Prima di un incontro sul percorso scolastico, può essere utile verificare alcuni elementi:
- PEI aggiornato e condiviso?
- Obiettivi chiari e concreti?
- Strategie didattiche definite?
- Barriere e facilitatori del contesto individuati?
- Risorse necessarie analizzate?
- Famiglia coinvolta?
- Studente ascoltato secondo le sue possibilità?
- Modalità di verifica dei progressi stabilite?
Questa semplice checklist può aiutare a spostare l'attenzione dalla documentazione alla qualità effettiva dell'inclusione.
Approfondisci nell’articolo
FAQ su scuola e inclusione
Che cos’è il PEI?
Il PEI è il Piano Educativo Individualizzato per gli studenti con disabilità e rappresenta lo strumento attraverso il quale viene progettato il percorso educativo e di inclusione scolastica individualizzato. Il modello nazionale è disciplinato dal D.I. 182/2020 e modificato dal D.I. 153/2023.
L’insegnante di sostegno è un docente personale dell’alunno?
No. È un docente specializzato che opera nel contesto della classe e contribuisce al progetto di inclusione. La responsabilità dell'inclusione è condivisa dall'intera comunità scolastica.
Che cosa sono i BES?
I BES, Bisogni Educativi Speciali, comprendono un'area più ampia della sola disabilità e possono riguardare anche DSA e altre situazioni di difficoltà o svantaggio.
PEI e PDP sono la stessa cosa?
No. Il PEI riguarda gli alunni con disabilità riconosciuta ai fini dell'inclusione scolastica; il PDP è utilizzato in specifiche situazioni, tra cui gli studenti con DSA e, secondo le condizioni previste, altri BES.
La famiglia partecipa alla stesura del PEI?
Sì. La normativa prevede la collaborazione dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale nella redazione del PEI e la partecipazione dello studente nei limiti previsti dal suo diritto all'autodeterminazione.
Che cos’è il GLO?
È il Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione che partecipa alla progettazione e alla verifica del percorso educativo individualizzato dello studente con disabilità.
Il numero di ore di sostegno dipende dalla percentuale di invalidità?
Non esiste una corrispondenza automatica tra percentuale di invalidità e numero di ore di sostegno. Le risorse vengono definite nell'ambito del progetto di inclusione e delle procedure previste dalla normativa.
Un alunno con BES ha automaticamente un insegnante di sostegno?
No. Il riconoscimento di un BES non comporta automaticamente l'assegnazione di un docente di sostegno. Le misure dipendono dalla situazione e dalla normativa applicabile.
Cosa può fare un genitore se ritiene che il percorso scolastico non sia adeguato?
Può chiedere un confronto con i docenti e con il dirigente scolastico, partecipare agli incontri previsti e portare osservazioni concrete sulle esigenze del figlio. Quando necessario, può essere utile coinvolgere i servizi e i professionisti che fanno parte della rete di supporto.
Che cosa significa vera inclusione?
Significa creare condizioni che permettano allo studente di partecipare, apprendere, comunicare e sviluppare autonomia e relazioni, non semplicemente essere fisicamente presente in classe.
Fonti autorevoli
Per approfondire scuola e inclusione, il riferimento principale dovrebbe essere rappresentato da fonti istituzionali:
- Ministero dell'Istruzione e del Merito – Bisogni Educativi Speciali
https://www.mim.gov.it/bisogni-educativi-speciali - Ministero dell'Istruzione e del Merito – Linee Guida PEI
https://www.mim.gov.it/ - Normattiva – Decreto legislativo 66/2017 sull'inclusione scolastica
https://www.normattiva.it/ - Normattiva – Legge 104/1992
https://www.normattiva.it/ - Ministero dell'Istruzione e del Merito – Webinar “Inclusione e nuovo PEI”
https://www.youtube.com/watch?v=PtAD3FnNXyk
Conclusione
Parlare di scuola e inclusione significa andare oltre il semplice insegnante di sostegno.
Significa costruire un ambiente nel quale lo studente con disabilità possa apprendere, comunicare, partecipare, relazionarsi e sviluppare autonomia.
Il PEI rappresenta lo strumento centrale per progettare questo percorso, mentre il GLO permette di mettere in relazione scuola, famiglia e altre figure coinvolte.
Allo stesso tempo, comprendere la differenza tra PEI, PDP e BES è fondamentale per evitare confusione e aspettative errate.
La famiglia ha un ruolo importante, ma non deve essere lasciata sola a gestire l'inclusione.
Una scuola realmente inclusiva nasce dalla collaborazione tra persone e istituzioni che condividono un obiettivo comune: mettere lo studente nelle condizioni migliori per sviluppare le proprie capacità e partecipare alla vita scolastica.
Perché includere non significa semplicemente esserci.
Significa poter partecipare davvero.
Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce consulenza legale, scolastica o professionale. Procedure, risorse, documentazione e modalità organizzative possono essere soggette ad aggiornamenti: per situazioni specifiche è opportuno verificare sempre la normativa vigente e confrontarsi con la scuola e i servizi competenti.






